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Scienze Umane & Grafologia

 

Nascita e significato di “Scienze Umane & Grafologia”

Dott. Fermino Giacometti – Presidente IGM

 

1.  Il terreno su cui nasce Scienze Umane & Grafologia

Scienze Umane & Grafologia nasce nel 1992. 21 anni dopo l’avvio di Scrittura.

Scrittura era nata, nel 1971, come strumento di:

  1. Informazione approfondita sulla identità della disciplina grafologica, per favorire una retta e oggettiva compensazione della grafologia morettiana in particolare contro la presenza nel tessuto sociale e culturale italiano di idee e giudizi che promuovevano, all’epoca e non solo, visioni assurde e distorte della disciplina (di volta in volta assimilata all’arte o alle discipline esoteriche), o confuse quasi che la grafologia fosse soltanto una tecnica di studio univoca o, ancor più semplicemente, attività legate alla capacità intuitive del grafologo, perciò priva di fondamenti scientifici.
  2. Formazione di base per chi voleva avvicinarsi in maniera consapevole, seria e oggettiva allo studio del comportamento grafico.
  3. Divulgazione della grafologia morettiana quale metodo scientifico a servizio del benessere e del ben-agire della persona.
  4. Riflessione comparata sulle caratteristiche proprie delle diverse impostazioni teorico/metodologia che operavano, e operano, a livello internazionale allo scopo di superare la tendenza, allora molto presente e ancora non del tutto superata, a strutturare visioni sincretiche che, prescindendo dalle impostazioni teoriche proprie delle diverse scuole, miravano a mescolare, in maniera molto superficiale, contributi provenienti dall’uno e dall’altra scuola.

Chiarire l’identità di ogni posizione aveva l’obiettivo (ambizioso) di promuovere l’interdisciplinarità intra-grafologica allo scopo di favorire un migliore e integrato dialogo tra le scuole grafologiche scientificamente e metodologicamente corretto e autenticamente creativo di conoscenza.

  1. Luogo e strumento per avviare un aperto dialogo interdisciplinare con le altre scienze dell’uomo allo scopo di superare l’isolamento culturale che caratterizzava la grafologia nel contesto delle scienze dell’uomo.

C’è da dire che in questa prospettiva inizialmente ciò che prevaleva era l’atteggiamento di “ascolto” da parte della grafologia nei confronti delle altre discipline interessate, inconsapevolmente c’era il bisogno di imparare da esse, assumendo un atteggiamento di studio connotato dalla sensazione che la grafologia fosse in posizione subordinata, a cominciare dalla dipendenza epistemologica, cioè dalla percezione che la grafologia dovesse identificare la propria scientificità “in relazione a … (in particolare la psicologia)” e non fosse in grado di godere di uno statuto autonomo.

Tutto questo veniva affrontato in Scrittura con un linguaggio che, senza scadere nel banale e nel semplicistico, fosse accessibile a persone di livello culturale medio, evitando accuratamente di cadere in linguaggi specialistici e tecnicamente raffinati. Chiarezza, precisione e semplicità erano i criteri indicativi sistematicamente per l’elaborazione dei contributi.

Così si è sviluppata una storia  quella di Scrittura, che può essere definita progressiva (per la graduale crescita dei contributi in contenuti, criteri propositivi connotati da una sempre maggiore scientificità metodologica e strutturale, fedele (Scrittura non ha mai mancato l’appuntamento editoriale programmato) e continuo nel tempo (sta per celebrare il 50° anno della sua fondazione).

 

 

2.   La nascita di Scienze Umane & Grafologia

 

Occorre fare un piccolo passo indietro. Abbiamo accennato brevemente alle riflessioni epistemologiche come uno dei temi più importanti per il riconoscimento scientifico della grafologia. È stato uno dei motivi principali che ha portato  alla creazione di Scienze Umane & Grafologia. Infatti, a pochi anni dall’avvio della pubblicazione di Scrittura, con la creazione della Scuola superiore di studi grafologici, il problema epistemologico aveva assunto via via una rilevanza sempre maggiore ed aveva permeato ogni settore della formazione scientifica e professionale elargita dalla Scuola. Questo ha anche provocato una evoluzione nei contenuti di Scrittura che, pur fedele alla impostazione iniziale, ha dato sempre più spazio al tema ed alla esigenza di un dialogo interdisciplinare che non vedesse più la grafologia in posizione subordinata alle altre scienze dell’uomo.

La accresciuta consapevolezza della dignità e della originalità scientifica della grafologia, quindi, ha evidenziato la necessità di pensare ad un tavolo di dialogo interdisciplinare che vedesse la grafologia non solo come “quella che ascolta” le altre scienze dell’uomo ma anche come “quella che parla” ad esse. E parla con un linguaggio chiaro e consapevole della propria dignità teorico-metodologica pari a quelle discipline che si definiscono scientifiche.

L’idea di Scienze umane & Grafologia è maturata lentamente è si è precisata puntando ad un obiettivo specifico sviluppare un dialogo interdisciplinare a livello di istituzioni universitarie, centri di ricerca e di studio scientifico “dell’uomo” e realtà culturali di alto valore umanistico a partire dagli studi e dalla riflessione sviluppata attraverso la Scuola superiore di studi grafologici, dall’anno precedente attiva come Scuola diretta a fini speciali di studi grafologici.

L’input iniziale doveva venire proprio dai docenti della Scuola e ad essi fu affidato il compito di dare corpo alle intenzioni attraverso contributi di ricco spessore culturale e rigore scientifico – metodologico.

Il fatto che la allora Libera Università  degli studi di Urbino si coinvolgesse fin dall’inizio nella iniziativa concedendo anche l’utilizzazione del proprio logo per la prima pagina di copertina della nuova rivista a testimonianza della serietà dei propositi e dei criteri operativi.

È da notare che la nuova rivista esce come “Supplemento” annuale a Scrittura con il preciso scopo di richiamare costantemente l’attenzione sulla continuità e la coerenza di un progetto culturale, scientifico e formativo che mira non solo alla diffusione della conoscenza della grafologia morettiana ma anche  ad una sempre maggiore qualificazione e della proposta umanistica che è alla base di tutto il discorso.

Già nel titolo si esplicita l’identità della nuova pubblicazione. Era stato discusso a lungo, ma alla fine era emersa l’esigenza di comunicare un messaggio: la grafologia si apre al dialogo con tutta la grande costellazione delle scienze che trattano dell’uomo e servono l’uomo proprio perché la grafologia, e in specie quella morettiana è portatrice di una concezione antropologica e di una visione umanistica propria ma non chiusa in una “torre d’avorio”. Come la grafologia può arricchire ed esplicitare in maniera più chiara e articolata la propria identità e la propria operatività per la persona facendo tesoro della conoscenza delle altre discipline dell’uomo e si pone in atteggiamento di “ascolto” nei loro confronti, così le altre scienze  dell’uomo possono giovarsi delle chiavi di lettura della persona che la grafologia ha elaborato nel tempo e ne ha verificato la validità e l’attendibilità “sul terreno”.

Non si tratta semplicemente di affiancare la grafologia alle altre metodologie scientifiche riguardanti l’uomo. Si tratta di creare, mantenendo chiara l’identità teorico-metodologica di ognuna delle scienze coinvolte nel dialogo, una interazione dialogica profonda e dinamica tra tutte le discipline, che a tale dialogo si aprono, non solo allo scopo di promuovere teorie e metodologie sempre più integrate per lo studio dell’uomo ma, soprattutto, per offrire alla persona ed alla società in generale un servizio più adeguato alla complessità dell’una e dell’altra.

In tale prospettiva di proposito si è scelto il simbolo & (and) al posto della e. nel sentire quotidiano, e non solo, tale simbolo viene percepito non solo come “affiancamento”, “giustapposizione”, “vicinanza” o “somiglianza” ma richiama una relazione caratterizzata da “legame dinamico”, “dialogo” a tutto campo, connotato da riconoscimento reciproco e da accoglienza libera da precomprensioni   riduttive di valore dell’altro da se, da “interscambio” e “rispetto”. Infatti per l’Istituto grafologico G. Moretti non si identifica assolutamente con la multidisciplinarità, ma prevede una relazione profonda tra diverse discipline ognuna delle quali “ascolta” e “parla”, dialoga, medita, chiarisce se stessa e accoglie i valori umanistici di contenuto e di metodo propri della visione delle altre discipline per giungere insieme, operativamente (cioè nel proporsi come strumento di servizio alla persona) a sintesi concettuali e operative articolate, superiori a quelle iniziali. Questa apertura reciproca è essenziale perché non si dà interdisciplinarità quando c’è conflitto, difesa del proprio territorio o carenza di “ascolto”.

 

 

3.   Scienze umane & Grafologia cresce e si evolve

 

Come ogni creatura che nasce alla vita, anche Scienze umane & Grafologia nel tempo cresce, attraverso fasi critiche, e si evolve.

Inizialmente si pone come strumento di dialogo (come si diceva, a livello medio-alto in quanto rivolta a Istituti accademici, centri di ricerca, ecc.) su tematiche varie. Di fatto si lascia agli studiosi la scelta del tema da trattare così i contributi si presentano piuttosto isolati tra loro ma le tematiche sono aperte su più versanti per cui il ventaglio degli studiosi raggiungibili è sempre piuttosto ampio. Dal 1998, con l’avvento della Cattedra Internazionale di Grafologia “G. Moretti”, celebrata annualmente a Mondolfo, la rivista si struttura in 2 parti, diventa il mezzo di diffusione dei temi trattati nella Cattedra e conserva (nella seconda parte) la trattazione di tematiche varie.

La crisi “adolescenziale” di Scienze umane & Grafologia si sviluppa per alcuni anni a partire dal 2005 e si risolve, possiamo dire definitivamente, nel 2013. È un tempo di fatica di tutto l’Istituto grafologico che, con la scomparsa di p. Lamberto Torbidoni, prima, con quella di p. Nazzareno Palaferri poi e la dispersione (iniziata nel 1991) del nucleo centrale dell’Istituto, formato fin dal 1970 da 5 religiosi, si era trovato a dovere rinnovare tutta l’organizzazione per far fronte, almeno, agli impegni più immediati. Per Scienze umane & Grafologia ciò che ne risentì non fu il valore dei contenuti ma la periodicità editoriale, che subì contrazioni; per alcuni anni la rivista usci con numerazione doppia, biennale. I contenuti erano caratterizzati, quasi esclusivamente, dai contributi proposti nelle varie edizioni della Cattedra di Mondolfo. Questa fase è stata superata definitivamente nel 2015, quando la rivista ha assunto la struttura attuale. In questo anno l’Istituto grafologico ha identificato come maggiormente significative della sua attività di studio e di ricerca due iniziative:

  1. la già richiamata Cattedra Internazionale di grafologia “G. Moretti” di Mondolfo;
  2. la “2 giorni interdisciplinare” che si tiene annualmente a Urbino nei primi giorni di luglio.

La prima, nelle edizioni più recenti ha sviluppato la riflessione sulle problematiche dell’età evolutiva e intende proseguire il cammino ampliando lo sguardo sulla adolescenza e la famiglia nel contesto della società e della cultura del 3° millennio.

La seconda, da due anni, ha posto al centro della riflessione la “persona” secondo i progetti che pone in dialogo filosofi, antropologi, sociologi, neuroscienziati, esperti in risorse umane ecc. e grafologi, tutti convocati per riflettere, in ottica interdisciplinare, sulla persona umana, la sua dinamica generale e specifica, la sua creatività, la sua tensione alla pienezza dell’essere. Le tematiche annuali sono, ovviamente, differenziate e progressive ma tutte unite dal filo rosso “crescere, diventare, essere persona”.

Scienze umane & Grafologia è, oggi, la rivista che diffonde i messaggi antropologici e umanistici elaborati in questi due importanti appuntamenti annuali.

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Girolamo Moretti
Recanati 1879 Ancona 1963
Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti
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