iniziative - Il senso del sé Urbino 8-9 luglio 2017
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DUE GIORNI DI RIFLESSIONE INTERDISCIPLINARE

 

URBINO – Collegio Raffaello – 8-9 luglio 2017

 

IL SENSO DEL SÉ

NEUROSCIENZE E GRAFOLOGIA IN DIALOGO

 

Programma

 

Sabato 8 luglio - ore 9,00

 

Prof. Vilberto Stocchi    (Magnifico Rettore Università “Carlo Bo” Urbino)

Saluto e introduzione ai lavori

 

Elena Gozzoli   (Docente di Filosofia e Neuroscienze e Filosofia della Salute – Istituto Superiore di Ricerca e Formazione in Filosofia, Psicologia e Psichiatria, Torino e “Alma Mater Studiorum” Università di Bologna)

Alla scoperta del “senso” ritrovato: educare alla “traccia” del Sé tra assunti Neuroscientifici e responsabilità Culturale

 

Pausa

 

Fulvio Palma   (già Docente di Biologia e Genetica del Comportamento, Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino)

Quadri di personalità e segno grafico: i processi e le dinamiche dell’elaborazione di senso dell’emozione

 

Alessandro Chiessi e Gabriele Scardovi (Dipartimento di Filosofia, “Alma Mater Studiorum” Università di Bologna)

Il senso del sé dal punto di vista neuroscientifico. Una questione filosofica

 

Ore 14,30

 

Luigi Alfieri  (Docente di Antropologia Culturale, Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino)

Si pensa solo col cervello? La dimensione socio-antropologica delle attività cognitive e comunicative

 

Fermino Giacometti  (Presidente Istituto Grafologico Internazionale “G. Moretti”)

Essere persona: la visione di Girolamo Moretti

 

Pausa

 

Antonella Roggero    (Collaboratrice Istituto Grafologico Internazionale “G. Moretti”)

Girolamo Moretti, la grafologia somatica e le neuroscienze

 

Domenica 9 luglio ore 9,00

 

Erika Moretti   (Collaboratrice Istituto Grafologico Internazionale “G. Moretti”)

Lo sviluppo dell’identità nel bambino: il movimento del corpo, il movimento della mano

 

Pausa

 

Tavola Rotonda   (Intervengono tutti i Relatori)

Neuroscienze e grafologia: proposte di convergenze interdisciplinari


 

ABSTRACT

Che cosa è la persona? Quali dinamiche mobilitano e orientano il suo vivere?

Neuroscienze e grafologia, con il contributo dell’antropologia, della psicologia e della filosofia, si interrogano, in un dialogo interdisciplinare, sulla complessa realtà dell’uomo, di ogni uomo, con la consapevolezza che le risposte alle domande poste dal mistero della persona non possono che provenire da orizzonti diversi e convergenti di riflessione e sono sempre aperte a nuovi approfondimenti.

La due-giorni rappresenta un momento di ricerca e di dialogo interdisciplinare essenziale per il progetto di riflessione sulla fondazione neuropsicologica del comportamento grafico promosso e gestito dall’Istituto grafologico internazionale G. Moretti.

La partecipazione è aperta a grafologi, studiosi e ricercatori delle scienze dell’uomo, insegnanti, studenti universitari e a quanti hanno passione per l’ “umanità”.

 

ABSTRACT SINGOLI INTERVENTI

ELENA GOZZOLI Alla scoperta del senso ritrovato: Educare alla traccia del Sé tra assunti Neuroscientifici e responsabilità Culturale”

Educare alla conoscenza e alla comprensione dei processi e delle dinamiche di Complessità, che caratterizzano la Persona, inserita entro specifici ambiti contestuali di riferimento, soggetti, anch’essi, a criteri di Complessità e al cambiamento, significa acquisire competenze per riuscire ad identificare e a gestire una coerente, efficace e responsabile sinergia relazionale Persona-Ambiente. L’attuale Paradigma BioPsicoSociale e la definizione stessa di Salute, indicata dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), sottolineano l’ esigenza di valorizzare una costruttiva e rispettosa interazione tra Discipline diverse, in un’ ottica di costruttiva complementarità condivisa: nel definire tale concetto, ci si riferisce, infatti, anche a una dimensione di “benessere fisiologico, psicologico e sociale, al quale contribuiscono fattori culturali e dimensioni sociali della persona”. Le Neuroscienze (costituite anch’esse da una convergenza multidisciplinare), la Biologia, l’ Epigenetica, contribuiscono a confermare la necessità e l’ emergenza di una sinergia interdisciplinare, che risulti realmente e autenticamente condivisa. La complementarità di interazione del Sistema Mente-Cervello, nel definirsi delle sue possibili declinazioni, ne rappresenta un esempio fondante: i sistemi sinergici interagenti riferiti al Pensiero, alla Coscienza, ai sistemi di Memoria, ai processi di apprendimento, alla dimensione Emotivo-Affettiva, alla componente motivazionale e a quella decisionale, in termini espliciti di consapevolezza e impliciti di inconsapevolezza, consentono di identificare e di caratterizzare l’ universo Persona, secondo criteri di complessità crescente, gestita nella multidimensionalità, nella variabilità e, pertanto, nel cambiamento. Gli stessi contribuiscono ad orientare i criteri per la  comprensione di sé e del mondo circostante. Si consideri, inoltre, che tali processi sono, comunque, soggetti a fenomeni di errore e/o di illusione. La funzione della Filosofia, in quanto catalizzatore conoscitivo di elezione, nel proprio fondamentale ruolo educativo, contribuisce a definire e a mantenere i criteri di una proficua costruttività, nella comprensione della Persona e della sua Cultura di appartenenza: ciò richiama alla biunivocità del fatto che la Persona è responsabile della Cultura, tanto quanto la Cultura lo è nei confronti della Persona. I continui, rapidi e sempre più articolati sviluppi della Ricerca Scientifica, Neuroscientifica, Tecnologica, Biotecnologica contribuiscono ad orientare atteggiamenti e comportamenti dei singoli, nel definire modelli teorici e applicativi di riferimento, entro il Paradigma Culturale di appartenenza. Anche le modalità e i termini di utilizzo di specifici strumenti e mezzi di comunicazione esigono una educazione e una riflessione approfondita e, per quanto possibile, rigorosa sugli esiti dei processi e delle dinamiche in essi implicati. Dallo scrivere a mano al digitare su una metodologia touch screen, ci assumiamo la responsabilità di definire una traccia di senso per nulla scontata, sia negli esiti indotti dalle metodiche adottate, sia nei riscontri di soggettività, di esclusività e di unicità, insiti in ciascuno di noi.

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FULVIO PALMA Quadri di personalità e segno grafico: i processi e le dinamiche dell’elaborazione di senso dell’emozione.

La relazione intende evidenziare la connessione tra personalità e segno grafico. Premesso che “ogni cambiamento nello stato fisiologico è accompagnato da un cambiamento nello stato mentale emotivo, cosciente o no, e viceversa, ogni cambiamento nello stato emotivo, cosciente o no, è accompagnato da un cambiamento nello stato fisiologico (Candace B. Pert, Molecole di emozioni, Tea, 2000).

Possiamo quindi affermare che qualsiasi attività percettiva avente valenza emozionale sia in grado di attivare specifici itinerari metabolici, idonei a produrre o inibire la sintesi di molecole informazionali capaci di condizionare la nostra complessa fisiologia. Se le emozioni attivano itinerari metabolici in grado di coinvolgere interi sistemi, ne deriva che la loro percezione non può essere limitata alle sedi classiche (amigdala, ippocampo, ipotalamo). Nelle radici dorsali del midollo spinale si è infatti riscontrata un’elevata concentrazione di quasi tutti i recettori neuropeptidici esistenti (molecole informazionali). In questa sede, infatti, vengono elaborate tutte le informazioni in entrata.

Anche in tutti i sistemi di percezione (vista, udito, olfatto, gusto, tatto) si sono riscontrate alte concentrazioni di recettori peptidici (di molecole informazionali) tanto da rappresentare degli autentici “punti nodali” in cui non soltanto si elaborano le informazioni percepite, ma se ne definiscono le priorità e le rispettive risposte, ovvero le implicazioni neurofisiologiche ed emotive ad esse connesse.

La somatosensorialità e le emozioni sono sfere reciprocamente connesse a tal punto da influenzarsi reciprocamente. La fisiologia umana si mostra quindi condizionata da eventi percettivi in grado di attivare o reprimere emozioni che a loro volta inducono itinerari biochimici, endocrini, immunitari, motori, ecc. Gli stati emotivi piacevoli sono veicolati da endorfine, neuropeptidi in grado di predisporre al buonumore. Studi recenti hanno dimostrato che i recettori di questi neuropeptidi sono presenti non soltanto nel sistema nervoso centrale ma anche nel sistema muscolare, in quello endocrino e nel sistema immunitario, tanto da condizionarne l’intera fisiologia.

Nel suo libro The archeology of mind, J. Paksepp, psicobiologo e ricercatore presso la Washington State University, identifica sette principali neurocircuiti o “sistemi emotivi” che regolano i differenti aspetti comportamentali della nostra vita o della nostra personalità. Ciascuno di questi sistemi è legato a un particolare neuropeptide; dipenderà quindi dalla concentrazione più o meno elevata di quest’ultimo l’emergere di un quadro di personalità che caratterizzerà i vari aspetti della nostra complessa fisiologia.

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ALESSANDRO CHIESSI e GABRIELE SCARDOVI Il senso di sé dal punto di vista neuroscientifico. Una questione filosofica

Partendo dalla larga diffusione del libro di Antonio Damasio L’errore di Cartesio e mantenendo una prospettiva storico-metodologica, ci si potrebbe chiedere quale sia davvero il difetto presente nella riflessione cartesiana intorno al rapporto tra la mente che sente di esistere e il corpo. La questione sembra infatti risiedere nelle diverse prospettive adottate dal filosofo e dallo scienziato nell’interpretazione della realtà e nella sua oggettivazione. Operazioni necessarie per ottenere una descrizione adeguata del senso di sé. Dal momento che il problema non è inquadrabile alla luce di un’alternativa tanto netta, in questo intervento si mostra dapprima il ruolo esercitato dal dubbio metodico e poi quanta distanza ci separi dalla descrizione fisiologica cartesiana. Successivamente, si sposta l’attenzione sull’emergentismo, un filone della ricerca filosofica contemporanea che sta ricevendo da più parti una considerevole attenzione, perché pare in grado di assicurare un avanzamento nella comprensione di come la realtà complessa del sé autocosciente si trovi posto in una relazione causale con la realtà fisica.

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LUIGI ALFIERI Si pensa solo col cervello? La dimensione socio-antropologica delle attività cognitive e comunicative

Non è dubitabile che le neuroscienze diano attualmente un contributo determinante al chiarimento dei meccanismi del pensiero e della cultura. E’ però molto pericoloso attribuire a questo punto di vista una supremazia su tutti gli altri possibili punti di vista scientifici sulla cultura, in particolare su quello dell’antropologia culturale. Il riduzionismo biologico è certamente inidoneo a superare l’attuale deprecabile divorzio delle “due culture”.

Sebbene abbia indubbiamente una base biologica determinante, il pensiero è soprattutto un atto comunicativo. Non è possibile dunque comprenderlo prescindendo dalle strutture e dai meccanismi della comunicazione: il linguaggio, la cultura, le regole sociali, i rapporti di potere, …

L’antropologia culturale, studiando le società soprattutto in quanto sistemi cognitivi complessi, può avere un ruolo fondamentale nel chiarire gli aspetti extrabiologici (ma non per questo metafisici o “spirituali”) del pensiero, e può integrare il contributo delle neuroscienze in un’ottica antiriduzionistica e rispettosa della complessità umana.

Key words: neurofisiologia della cultura, comunicazione del pensiero, cultura e società.

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FERMINO GIACOMETTI Essere persona: la visione di Girolamo Moretti

Girolamo Moretti concentra la sua riflessione sulla storicità dell’essere umano.

L’uomo è unità psicosomatica in costante dinamica evolutiva proiettata verso la progressiva armonizzazione delle dinamiche psichiche, psicosomatiche e relazionali. La sua definizione di persona si realizza nella relazione che consente di identificare se stessi come soggettività unica,  distinta e originale rispetto al Tu. La sua caratteristica è il divenire come risultante dell’interazione tra fattori genetici e fattori ambientali. In questo processo la persona si muove elaborando gli stimoli ambientali in armonia con il proprio potenziale affettivo, razionale, biologico e neurofisiologico. Il corpo e le sue dinamiche non sono il contenitore della "personalità" ma componente di una unità originale che vive nello spazio e nel tempo. Perciò l’attenzione di Moretti è volta ad identificare la persona che vive, elabora, si relaziona e sviluppa la progressiva armonizzazione delle dinamiche che specificano la sua identità proponendosi come entità storicizzata. 

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ANTONELLA ROGGERO Il senso di sé: Moretti, la grafologia somatica e le neuroscienze. Corpo senziente e mente senziente

Gli studi più recenti nel campo delle neuroscienze mettono in luce un originario senso di sé che le strutture sottocorticali umane processano in una disposizione biologica innata la quale non perviene alla coscienza di sé ma di questa fa parte, anzi, ne costituisce la fonte generatrice. Sentimento di sé, proto-sé, neurostato, sé sinaptico termini con cui autorevoli voci in campo scientifico, quali Paksepp, Damasio, Boncinelli, LeDoux hanno identificato questa prima coscienza organica che emerge dal cervello ancestrale. Essa esprimerebbe una funzione evolutiva, oltre la semplice funzione omeostatica di sopravvivenza che la caratterizza nel mondo animale, definendosi nell’uomo guida valutativa fondamentale dell’attitudine/orientamento comportamentale. Rispecchiando la dinamica dei principi di organizzazione interna del cervello, questa coscienza primordiale di sé rivela una dipendenza genetica più marcata rispetto ai processi cognitivi superiori i quali, grazie alla flessibilità emergente, possono pervenire alla metaconoscenza attraverso cui l’uomo modella nel tempo la percezione del proprio sé.

Il condizionamento prenatale e il rispecchiamento dei caregiver nella prima infanzia, momenti in cui l’aspetto genetico e quello epigenetico si fondono nel definire la prima mentalizzazione del bambino, sono considerati elementi fondamentali da cui promana il senso di sé dell’uomo adulto.  Sentimento di sé che gli stati del corpo generano in riferimento a valori biologici e vincoli omeostatici, una coscienza originaria che la grafologia morettiana individua nel biotemperamento e nella natura degli affetti, mentre l’originale senso di sé che il cervello superiore sviluppa nella metacognizione si rifà a un processo autoregolativo di sincronia neuronale che Moretti intende quale diseguale metodico, armonia e omogeneità della scrittura manuale.

Si portano alla considerazione dell’utente alcune scritture per cogliere quei segni grafici che l’interpretazione morettiana ha considerato espressivi di un criterio di valutazione del senso di sé affettivo/emotivo e volitivo/cognitivo cogliendo in tale approccio il quadro di riferimento neurofisiologico.

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ERIKA MORETTI Lo sviluppo dell’identità nel bambino: il movimento del corpo, il movimento della mano

Il processo di costruzione della propria identità individuale, intesa nell’ottica morettiana, come unione di psiche e soma, inizia sin da piccolissimi.  L’esperienza di sé nel neonato è costituita dalle sensazioni derivanti sia dal proprio corpo, sia dall’ambiente che risponde ai suoi bisogni. La caratteristica di questo processo è quello di costituire due nuclei differenziati: l’Io e l’Altro.  Questo processo si completa attraverso la capacità di simbolizzazione che il bambino realizza nel gioco davanti lo specchio, nel gioco del far finta che, nelle rappresentazioni. E quindi nella scrittura, uno dei processi rappresentativi e simbolici più complessi e completi. 


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Girolamo Moretti
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