Grafologia dell'orientamento scolastico - scuola superiore e dell'università
La grafologia è in grado di decodificare la scrittura quando essa è ben formata e spontanea, ma risulta utile anche nella sua fase di approfondimento e di "costruzione" per seguirne le tappe e per coglierne eventuali segnali d'allarme. Negli anni della scuola materna e nei primi anni della scuola elementare risulta particolarmente utile l'esame dello scarabocchio e del disegno spontaneo che sono interpretabili e decodificabili in base alle stesse "leggi" che regolano la scrittura.
In età adolescenziale la grafia incomincia ad essere particolarmente espressiva e non solo riguardo all'individualità dei ragazzi, ma anche in riferimento alla fase dell'adolescenza. La scrittura cioè è espressione dell'individualità, ma anche di un'epoca della vita e di un particolare momento sociale e sociologico.
Particolarmente utile è l'analisi della scrittura in vista delle scelte scolastiche che il ragazzo è chiamato a compiere in vista della ascuola superiore e dell'università, perché nella grafia individuale sono presenti i tratti della personalità e anche le tendenze profonde, le attitudini e le potenzialità.
Esempio di Analisi grafologica attitudinale- scuola superiore
Pietro, 13 anni

Pietro si rivela, attraverso i suoi scritti, una persona sensibile ed emotiva, piuttosto nervosa, ansiosa e facile a preoccuparsi, aperta ai rapporti interpersonali, generalmente amabile e disponibile nonostante la timidezza, abbastanza responsabile e desiderosa di migliorare e di realizzare al meglio i suoi sogni e le sue aspirazioni.
Maturo ed evoluto rispetto a tanti ragazzi della sua età, è dotato di intelligenza e di umanità, è capace di introspezione e di partecipazione affettiva, è recettivo e vibratile, anche se non sempre immediato nell’esternare del tutto i suoi sentimenti, per una sorta di riservatezza che lo fa esprimere liberamente soltanto con le persone di fiducia e che avverte a lui autenticamente vicine.
Nell’intimo desiderio di superarsi e di dimostrare il suo valore, si critica e si colpevolizza spesso oltre misura, mal perdonandosi i suoi limiti ed i suoi errori e si arrabbia (preferibilmente in famiglia!), prendendosela a volte contro chi c’entra poco o nulla.
Il senso di dignità personale, l’amor proprio e la serietà con la quale Pietro intende affrontare le cose a cui tiene possono causargli facili stanchezze e cedimenti che egli a volte ascolta e rispetta, concedendosi il sano riposo e recupero e che altre volte, invece, cerca di contrastare con uno sforzo di volontà e con un’ostinazione quasi rabbiosa.
Le energie su cui il ragazzo può contare sono senz’altro discretamente buone, soprattutto dal punto di vista intellettivo, ma è necessario che egli impari a rispettarle, alternando momenti di lavoro a momenti di svago e non accollandosi impegni troppo onerosi e troppo prolungati, perché può correre il rischio di logorarsi e di demotivarsi.
Affettivamente aperto e recettivo, delicato nei confronti delle persone, sa - quando vuole - porsi in maniera opportuna, dosando spontaneità e confidenza, disponibilità e correttezza, non ostenta se stesso, anche se prova naturalmente piacere nell’essere ben considerato per le sue qualità e capacità.
Quando si lega e si affeziona è amico fedele, comprensivo e pronto a sostenere e consigliare chi si trova in difficoltà; a sua volta si lascia consigliare, purchè si senta capito e rispettato, altrimenti si innesca in lui un meccanismo di vigilanza che lo porta, più interiormente che apertamente, ad opporsi ed a difendersi.
Può essere facilmente influenzato da chi avverte come persona valida e carismatica ed ostinarsi in una precisa posizione ma, interiormente, è ben capace di riflettere sulle cose e di rendersene conto.
Valide e piuttosto evolute sono le sue capacità intellettive, dato che Pietro è potenzialmente dotato di una mente aperta, disponibile alla conoscenza ed all’apprendimento, recettiva nei confronti di ciò che dall’esterno gli giunge, né superficiale, né banale, attenta all’essenziale piuttosto che al suggestivo.
Capace di profondità e di rielaborazione personale dei contenuti, di discreta attenzione e concentrazione – più o meno durature a seconda dell’interesse e del grado di stanchezza - riflessivo e capace di valutazioni sfumate, articolate e già piuttosto obiettive, egli si sofferma sui suoi pensieri e sui suoi ragionamenti, per arrivare a deduzioni logico-critiche non sempre fluide ma senz’altro sensate.
La mente, capace di analisi più che di rapida sintesi, sa spaziare e concatenare vari costrutti e sa muoversi potenzialmente in maniera più agile di quanto Pietro riesca a dimostrare nei fatti, magari nel corso di un’interrogazione o di un compito scritto.
L’emotività, infatti, l’ansia, un sottofondo disturbante di irrequietezza, il timore di non essere capito fino in fondo e di non risultare adeguato alle aspettative, la preoccupazione di non riuscire ed il desiderio di dare il meglio di sé, possono infatti penalizzare la fluidità di pensiero, limitare il procedere spedito ed indurlo ad incepparsi e a rendere meno di quanto effettivamente potrebbe e vorrebbe.
Nelle occasioni in cui, al contrario, si sente abbastanza sicuro, la sua mente viaggia più libera e spazia con maggiore abilità e piacere tra concetti ed idee e sa giungere a considerazioni opportune e puntuali.
Disponibile ad apprendere e ad acquisire nuove conoscenze, Pietro sa arricchirsi del nuovo e sa appropriarsi in maniera personale di quanto gli viene proposto; nei momenti o nei periodi di maggiore irrequietezza e preoccupazione l’apprendere ed il memorizzare gli risultano, naturalmente, più faticosi, dato che la sua concentrazione viene in qualche modo “inquinata” dai suoi pensieri e, spesso, dalle sue rimuginazioni.
Pietro è infatti un ragazzo che talvolta si sofferma troppo a lungo a riflettere sulle cose e si incastra in pensieri e preoccupazioni poco produttive e soprattutto molto stancanti; in questi casi gli sarebbe utile confrontarsi a cuore aperto con una persona di fiducia, per ritrovare la visione più obiettiva e serena dei fatti e delle situazioni, dato che la positività è sempre la chiave di lettura più producente.
Anche nello studio il ragazzo può scivolare a volte in una eccessiva puntigliosità e soffermarsi troppo a lungo su cose di secondaria importanza, con una sorta di ostinazione che lo innervosisce e che generalmente non aggiunge tanto di più alle sue conoscenze.
Discreta è la forza di volontà, sostenuta da ambizioni ed aspirazioni di realizzazione e da effettive capacità di riuscita; è facile talvolta un certo scoraggiamento, un po’ di lassismo ed una visione pessimistica delle cose, soprattutto quando Pietro non riesce ad arrivare dove vorrebbe e a raggiungere gli obiettivi prefissi.
Impaziente e talvolta sbrigativo, sa comunque organizzare discretamente le sue cose, anche se si ritrova talvolta più a gingillare che a concludere.
Relativamente alla scelta scolastica, dato che questa propende per un Liceo Scientifico, si può tranquillamente dire che Pietro è in parte senz’altro dotato di alcuni requisiti adeguati a tale corso di studi.
Oltre ad uno specifico interesse per la matematica, per le scienze e per il disegno (tecnico?), possiede infatti discreto intuito, spirito di osservazione, capacità di approfondimento, di analisi e di critica, ha una mente mobile e recettiva ed è capace di riflettere e di ragionare sulle cose; è disponibile ad apprendere in maniera seria e scrupolosa ed è sostenuto da un buon senso del proprio dovere e della propria responsabilità.
Avverte anche una forte motivazione interiore che lo spinge a dare il meglio di sé – quasi a sfidare se stesso – e, proprio per questo motivo e per una certa tendenza ad idealizzare persone e situazioni, può perdere di vista alcuni aspetti importanti relativi a questa scelta.
In particolare l’emotività, la facilità con cui si preoccupa ed entra in ansia di fronte alle difficoltà ed una facile stancabilità (soprattutto in certi momenti o certi periodi dell’anno) potrebbero rendergli emotivamente e fisicamente stressante il percorso di studio, considerando il carico di lavoro e di quotidiano impegno che un Liceo Scientifico generalmente richiede.
Pietro potrebbe dunque nel tempo accumulare forti stanchezze e perdere la soddisfazione ed il piacere di studiare, colpevolizzandosi se il rendimento non dovesse essere come lui desidera ed entrando in uno stato di tensione logorante ed irritante.
Considerando il suo interesse per la matematica e le scienze, potrebbe – a mio avviso - trovare interessante e gratificante un Istituto Tecnico ad Indirizzo Biologico, molto vicino ad un Liceo Scientifico ma forse meno pesante e più vario nelle sue materie di studio (matematica, laboratorio di fisica e chimica, tecnologia e disegno, ecologia, microbiologia, morfologia e fisiologia, biochimica, biologia molecolare, chimica, …) in cui teoria e pratica si accomunano all’interno di numerosi laboratori ed in cui Pietro potrebbe meglio sfruttare anche le sue doti di sensibilità all’altro e all’ambiente.
Gli argomenti proposti e coltivati da questa scuola sono infatti la tutela ambientale e la tutela della salute, l’educazione alimentare e la bioetica e gli sbocchi professionali potrebbero essere vari e gratificanti (settore industriale, settore sanitario, terziario avanzato, settore amministrativo).
Un’altra ipotesi da non scartare, sia per le materie di studio (matematica, scienze, informatica, …), sia per le caratteristiche di personalità di Pietro, potrebbe essere quella di un Istituto Tecnico Agrario, in cui le scienze sono molto approfondite e si affiancano ad un discorso storico e tradizionale delle varie zone studiate dal punto di vista agro- ambientale.
Il perito agrario che esce da tale corso di studi sarà capace di riconoscere i problemi di un’azienda agraria, di sviluppare una mentalità gestionale aperta alle diverse soluzioni, di utilizzare nuove tecnologie e l’informatica, mentre l’enologo sarà specificatamente preparato per avere competenze mirate nel settore della viticoltura e dell’enologia.
Per concludere questa analisi, direi che sarebbe utile che Pietro riflettesse su altre possibilità di scelta, forse più garanti di soddisfazione rispetto al liceo scientifico, cercando soprattutto di non ostinarsi soltanto per spirito di opposizione ma di valutare serenamente, anche con i suoi insegnanti, la strada per lui migliore.
Nel caso decidesse comunque per il liceo scientifico, spinto da passione e da una consapevolezza derivante dalla conoscenza ampia ed approfondita di ciò che questo tipo di scuola offre e pretende, dovrà imparare a gestire al meglio le sue energie, accettando anche eventuali momenti di calo come parti integranti di un percorso e non come motivo per autocriticarsi ed autocolpevolizzarsi.
Profilo analitico di personalità e valutazioni attitudinali per le scelte formative e gli indirizzi professionali, su grafia di Veronica anni 18

I saggi grafici esaminati rivelano che la ragazza si distingue per una notevole sensibilità, che è accompagnata da un forte rispetto per le regole, per l’autorità, per l’ordine, per la disciplina. Le piace soprattutto essere all’altezza rispetto alle aspettative delle persone che stima e a cui riconosce un’autorità o un ruolo nei suoi confronti.
La sua mente è bene impostata per un apprendimento preciso, attento, fedele nei riguardi delle proposte che riceve e aperta al pieno accoglimento delle nozioni che le vengono comunicate con l’insegnamento. Però si è dotata di un sottile sistema di analisi, che la fa essere oculata e cauta, e la porta a valutare con attenzione ciò che le proviene da persone che non conosce o di cui non ha stima.
Allo stesso modo non segue troppo le suggestioni della fantasia e non si espone ad esperienze avventate, perché ha bisogno di seguire una strada certa, chiara, possibilmente già collaudata dall’esperienza di altre persone. Su questa base opera le sue scelte, tenendosi sempre dalla parte della prudenza ed evitando i rischi.
Su un piano generale è una ragazza che si fa apprezzare ed amare da tutti, ma in particolare da quelli che tengono in grande considerazione la buona educazione, la gentilezza, la cortesia, il rispetto, la correttezza e la fedeltà alla parola data, tutte qualità di cui lei è ampiamente provvista.
Infatti le piace avere atteggiamenti composti e comportamenti ineccepibili. Ma le piace anche sentirsi dire che è brava, che è tanto carina, che le ragazze dovrebbero essere tutte come lei. In effetti è impegnata a fare con costanza il suo dovere, cercando di rispettare il codice di comportamento che le è stato trasmesso da chi l’ha fatta crescere.
Però questo modo di essere e di vivere le crea anche qualche problema, nel senso che nella vita di tutti i giorni questa impostazione riduce la sua libertà di movimento, penalizza la sua spontaneità e le impedisce di concedersi qualche trasgressione tipica della sua età. Il dover essere sempre e comunque una ragazza irreprensibile e “perfetta”, se da un lato le procura la positiva considerazione e l’ammirazione di moltissime persone, dall’altra ritarda la conquista della sua autonomia, della sua libertà e della sua definitiva maturazione.
In più, tutto ciò le fa correre il rischio di compiacersi un po’ troppo di se stessa, facendola cadere in velate forme di narcisismo, che tolgono ampiezza e respiro alla sua iniziativa (ancora piuttosto ridotta). Ma tolgono delle possibilità anche alla conquista decisa di un suo spazio autonomo per se stessa, come pure allo sviluppo di quella grinta e di quella combattività che le saranno necessarie quando uscirà dall’ambiente che l’ha accompagnata e l’ha protetta fino ad ora.
Notiamo inoltre che questo suo stile comportamentale, così apprezzabile e degno di ogni positiva considerazione, la induce ad affidarsi solo a ciò che conosce e che le dà garanzie. Ma il suo rapporto con se stessa, al di là del giusto compiacimento per ciò che è come persona, le ha instillato una sorta di tensione verso il perfezionismo, che indirettamente le procura la preoccupazione di non essere all’altezza e di conseguenza stati d’ansia che possono apparire inspiegabili, ma che dipendono proprio dalla paura di non corrispondere alle aspettative, sia proprie che altrui.
È chiaro che queste problematiche debbono essere affrontate, ma deve essere chiaro che tutto ciò che finora ha conquistato, a cominciare dalla sicura stima di cui è circondata, non va gettato al vento. La strada da seguire è quella di valorizzare le proprie principali risorse, come la delicatezza, l’affidabilità, la serietà, la prudenza, la fedeltà agli impegni assunti, la chiarezza mentale, il rigore verso se stessa, lo spiccato senso del dovere. Anche l’elevato spirito di sacrificio che la caratterizza va difeso da ogni possibile tentazione di lassismo e di trascuratezza (nelle quali sembra comunque davvero improbabile che Veronica possa mai cadere, neanche per distrazione).
Assieme a questa opera di preservazione delle sue ricchezza, ne va intrapresa un’altra, che è quella, già accennata, della conquista di una maggiore libertà e autonomia. Deve perciò acquisire un maggiore gusto per la sfida, deve accettare che non tutto può e deve essere previsto nei minimi dettagli, deve offrire più occasioni e più varietà di espressione alla sua silenziosa determinazione, finora impiegata in un campo troppo ristretto, quasi del tutto riservato al compimento del proprio dovere.
L’indirizzo degli studi universitari e le prospettive di carattere professionale devono ovviamente tenere conto delle osservazioni sopra esposte. In primo luogo va tenuto presente che la ragazza non avrebbe problemi di apprendimento per i due indirizzi da lei ipotizzati, cioè Lettere moderne e Scienze infermieristiche. Però potrebbe sorgere qualche problema proprio nella fase applicativa delle competenze acquisite durante la preparazione.
Infatti, oltre alle note difficoltà di accesso al ruolo di insegnante, lei deve riflettere bene sulle caratteristiche della scuola in fasce di età successive a quelle dell’infanzia, dove la gestione della classe richiede una forza di carattere, una determinazione esplicita e una decisione che, allo stato attuale, è difficile che lei possa conquistare. La sensibilità, la chiarezza espositiva, la capacità di comprensione delle problematiche psicologiche degli alunni, tutte doti che lei sicuramente ha, non sono più sufficienti per assicurarle autorevolezza ed efficacia nel condurre le lezioni con alunni di età adolescenziale.
Scienze infermieristiche sarebbe sicuramente un altro filone interessante e adeguato nella fase di preparazione. Però alla sua delicatezza d’animo, alla vibratilità di fronte al dolore, al sincero desiderio di rendersi utile, non si accompagna la robustezza psicologica e “di stomaco” che le sarebbe necessaria nell’impiego pratico. Il fatto che lei desideri dedicarsi alla professione infermieristica nel campo pediatrico, più che ridurre può accentuare questa difficoltà. Infatti, la frequente propensione dei genitori a drammatizzare le situazioni di salute dei loro figli, richiede un senso della sicurezza e un equilibrio emotivo certamente superiori a quelli che la ragazza può garantire, almeno considerando la sua troppo sensibile struttura psichica ed emotiva attuale.
Appare invece più indicato per lei un percorso formativo che la porti ad un impegno professionale sempre nel settore infantile, ma nell’ambiente scolastico. Si suggerisce quindi di prendere in considerazione la Facoltà di Scienze della formazione, in particolare Scienze della F. Primaria, all’interno della quale potrà poi con calma individuare l’ambito che più si addice al suo carattere e alla sua attitudine.
La sua ricchezza interiore, la facilità nel cogliere gli stati d’animo anche dei bambini, la delicatezza unita alla prudenza, la riflessività unita alla capacità di esprimere gentilezza e comprensione, l’altissima sensibilità che la distingue: sono tutti elementi che inducono a ritenere che sia molto più idonea all’insegnamento in ambito infantile, piuttosto che in una scuola di adolescenti.
Un lavoro svolto nella prima fascia di età potrebbe farle valorizzare anche il suo spiccato buon gusto in tutto, la sua naturale sensibilità artistica, l’accattivante capacità espressiva che sicuramente la caratterizza. Tutto ciò costituisce un sicuro e prezioso valore aggiunto, che si potrà accompagnare alle conoscenze che avrà acquisite durante il corso di Laurea. Tra l’altro ha le capacità per poter raggiungere un alto livello di formazione personale, perché ha la costanza, la serietà, lo spirito di sacrificio, il desiderio di far bene che le faciliteranno un percorso formativo serio e profondo.
Lei sa che dovrà imparare ad essere più sciolta e disinvolta, per diventare più spontanea negli atteggiamenti, più immediata e sicura nei comportamenti. Questo tipo di crescita l’aiuterà nel profitto scolastico e nell’efficacia professionale, ma prima di tutto le consentirà di valorizzare più adeguatamente se stessa.
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