Analisi di personalità
La decodificazione del comportamento grafico permette di ricostruire la struttura della personalità e le tendenze di chi l'ha vergata in maniera spontanea. Tenendo conto degli stili grafici propri delle varie epoche (la
scrittura è specchio dell'individuo, ma anche dell'epoca in cui vive), è possibile eseguire analisi grafologiche anche di personaggi del passato.
Nell'esame di scritture di personaggi del passato, il grafologo può utilmente affiancarsi allo storico e o al critico per illuminare le caratteristiche salienti dei soggetti e talora completarne, integrarne e chiarirne i comportamenti e le scelte, al di là delle valutazioni e dei giudizi espressi sulla base di altri elementi.
Nell'analisi della scrittura si opera attraverso una prima fase di individuazione dei "segni" presenti nella scrittura (fase analitica) e quindi di una ricomposizione degli stessi elementi letti nella loro interazione dinamica (fase sintetica).
Esempio di
Analisi grafologica di personalità su grafia femminile

Il temperamento, il carattere ed il mondo affettivo-comportamentale
L’analisi grafologica rivela una personalità che, nel tempo, è andata via via strutturandosi all’insegna della dignità, della correttezza, del rigore, dell’efficienza e dell’organizzazione, a scapito della spontaneità, dell’immediatezza e dell’autentica libertà espressiva.
L’esigenza di essere considerata valida, all’altezza di tutte le situazioni e pressoché ineccepibile e la preoccupazione per l’opinione altrui hanno infatti alimentato nella scrivente una forte cautela nel mostrarsi, uno spiccato formalismo ed una particolare attenzione all’immagine sociale.
Forse un’antica sensazione di inadeguatezza o il timore di non essere accettata, apprezzata o approvata, o, più in generale, esperienze di vita che non le hanno permesso di manifestarsi liberamente per ciò che era, sentiva e pensava, hanno potenziato nel suo intimo il desiderio di affermazione e di distinzione, di autosufficienza, di efficienza e di organizzazione, di spazio e di rivendicazione, allontanandola gradualmente dal suo Sé più profondo e più autentico e causandole interiormente, soprattutto in alcuni momenti, una sensazione di vuoto e di incompletezza, di insoddisfazione e di insicurezza.
La serietà, l’organizzazione, il senso di responsabilità, la coerenza e tutte quelle qualità che la scrivente ha nel tempo coltivato in se stessa e tradotto in azioni ed esempi per gli altri - probabilmente agevolando la vita di tutti con i suoi ritmi scanditi e con la sua presenza sollecita e responsabile - hanno assorbito tante delle sue buone energie e non sempre hanno lasciato sufficiente spazio per il vero abbandono, per la cedevolezza, per la morbidezza, per la compassione, per un’autentica condivisione e per tutti quegli aspetti dell’animo umano che scaldano il cuore ed arricchiscono la quotidianità.
Queste lacune affettive, non certo dovute a freddezza temperamentale o ad arido rigorismo - vista la sua natura spiccatamente sensibile - sono presumibilmente conseguenza di un’organizzazione ad impronta difensiva, sentita probabilmente come la sola possibile per affrontare le situazioni della vita e per svincolarsi da un passato che non sembra essere stato propriamente facile.
Il tentativo di distacco dalla sfera emozionale, per potenziare il senso di sé e per non soffrire oltre misura, l’ha resa senz’altro – e all’apparenza - più sicura e solida agli occhi di molti, meno timida e fragile di quanto realmente sia, ma anche piuttosto fredda, distaccata, poco incline al confronto, non sempre sufficientemente umile, spesso ipercritica e mossa, nel suo agire, più da spirito di competizione che da vera collaborazione e da un sentimento di supponenza e talvolta di superiorità che non l’aiuta a relazionarsi in maniera intima e profonda.
Il desiderio di affermazione e talvolta di imposizione, la determinazione con cui si pone, l’attenzione alle proprie esigenze - che può sfociare in momenti di vero e proprio egocentrismo infantile - la convinzione di essere sempre nel giusto e di saper sempre cosa è meglio per tutti ed un grande bisogno di avere tutto sotto controllo e perfettamente chiaro ed organizzato, fuori e dentro di sé, sicuramente la faranno percepire - soprattutto in alcuni contesti, come ad esempio quello lavorativo - preziosa per efficienza, temuta, senso di responsabilità, serietà e correttezza.
Allo stesso tempo, però, soprattutto in ambiti familiari o relazionali in genere, le stesse caratteristiche possono renderla persona difficile, poco empatica, poco duttile e non sempre comprensiva delle esigenze altrui, rigida nelle sue convinzioni e, talvolta, anche pesante e molto impegnativa, irraggiungibile ed irremovibile.
Sensibile, emotiva e molto ansiosa, la sua natura la espone a timori, facili preoccupazioni ed apprensioni alle quali cerca di far fronte, da sempre, con atteggiamenti di autocontrollo e di inibizione dei moti più impulsivi ed istintivi.
L’impazienza, ad esempio, seppure trattenuta, unita alla convinzione di avere in mano la chiave per far funzionare veramente le cose, può renderla poco tollerante verso chi ha ritmi, modi o semplicemente esigenze o idee diverse dalle sue, distante ma sempre vigile, talvolta dura e fredda nonostante la correttezza formale, e qualche volta aggressiva, quando si può permettere di esprimere la rabbia che trattiene dentro, contravvenendo all’immagine che si propone.
La sua femminilità, intesa non di certo come un insieme di qualità esteriori, ma come accoglienza, comprensione, sensibilità, dolcezza ed amabilità, viene dunque penalizzata dalla rigidità interiore, dall’efficientismo, dall’attenzione a tutto ciò che è “concretamente da fare”, dall’ansia da prestazione e di non passare inosservata e non lascia spazio alla tenerezza, alla giocosità, alla leggerezza, allo stupore dell’imprevisto, alla accondiscendenza ed all’accettazione umile e grata di ciò che la vita, giorno dopo giorno, offre da vivere e da godere.
Affidabile, piena di volontà e di buone intenzioni, desiderosa di non deludere e di non decadere agli occhi di nessuno, sensibile agli apprezzamenti ed alle adulazioni, può dunque essere avara di sguardi amorevoli, di sorrisi spontanei, di strizzatine d’occhio che creano l’intesa profonda con chi si ama e di quell’ascolto attento e teso a comprendere, indispensabile per favorire un’autentica immedesimazione nelle persone amate.
La sfera sentimentale ed affettiva risente dunque dell’organizzazione non perfettamente ottimale della personalità e le tensioni inconsce e la tendenza a condurre i giochi, più con razionalità che con vera emozionalità, penalizza l’abbandono fiducioso all’altro, la complicità e l’intesa reciproca.
L’ aspetto intellettivo della personalità
La mente ampia ed aperta, più rapida ed intuitiva in condizioni di serenità e di distensione e più arroccata ai propri convincimenti nei periodi di maggiore stress, risente naturalmente delle insicurezze e delle complessità affettive, per cui molto spesso si accontenta di valutare le cose in superficie, senza cercarne l’approfondimento e le sfaccettature e senza attivare la comprensione profonda e la disponibilità a spaziare da diversi punti di vista ed a riformulare pensieri, pareri ed opinioni.
L’orgoglio e la supponenza, la convinzione di avere chiarezza mentale e di essere nel giusto grazie alle sue capacità critiche ed ipercritiche - che le permettono di razionalizzare ogni argomento, scartando tutto ciò che non vuole prendere in considerazione - le rendono dunque difficile una vera e propria elasticità mentale, l’ammissione serena dei suoi limiti e dei suoi errori ed un occhio di benevolenza nei confronti di se stessa e degli altri.
Capace di valutazioni serie e rigorose, sa rendersi conto delle situazioni con distacco ed obiettività soltanto se non ne è coinvolta; è così capace di considerazioni opportune, inattaccabili perché attentamente analizzate e scomposte e sostenute da chiarezza di intenti, di obiettivi, da fermezza e da determinazione.
Molto più difficile le risulta invece riflettere e valutare in maniera oggettiva se viene toccata nel suo io e nel suo orgoglio, in quanto il desiderio di non essere scalfita, la difficoltà che prova nel mettersi in discussione e nell’attivare una profonda autocritica ed il timore inconscio di smantellare le sicurezze e di mettere a nudo le fragilità, non sempre la rendono sufficientemente duttile e veramente disponibile a cambiare e a migliorare.
Una sottesa diffidenza di sottofondo e la sensazione di essere – o di dover essere - un po’ al di sopra degli altri le preclude il confronto paritario, l’apprendimento umile di nuovi modi di pensare e di agire e la possibilità di considerare altre strategie di comportamento e di organizzazione più funzionali e meno stressanti.
Una sorta di identità di ruolo sembra incastrarla anche al di fuori dell’ambito lavorativo, quasi non smettesse mai i “panni da lavoro” per recuperare, a casa o negli ambiti a lei familiari, una veste più libera, più vera e più in sintonia con se stessa.
Ad un occhio attento, tuttavia, non può sfuggire il desiderio di libertà, di sconfinare i confini, di ritrovare un senso più profondo delle cose ed una qualità di vita più soddisfacente, più personale ed autentica, anche se meno efficiente e meno apprezzata.



Personalità

