L'individualità che rivela la scrittura è legata alle infinite variabili della struttura biotipologica fino alle più sfumate modalità espressive dell'affettività, della mente, del comportamento sociale e del modo di percepire, rappresentarsi e sentire le cose, a cominciare da se stessi. (Palaferri N., L'indagine grafologica e il metodo morettiano, p. 23).
L'Istituto Grafologico Moretti vuole ricordare P. Nazzareno Palaferri, illustre grafologo, pubblicando il suo primo articolo apparso in Scrittura. Rivista di problemi grafologici 5/1972.
Analisi su 2 grafie di adolescenti con indicazioni di origine pedagogico
di Nazzareno Palaferri
Grafia maschile anni 15.
Intelligenza di comuni capacità. L'autore della grafia apprende abbastanza bene ed è aiutato anche da un certo intuito; associa e deduce con buona consequenzialità, però non si impegna a vagliare la validità delle premesse, anzi è più giusto dire che non vi riesce perché manca di ragionamento e di critica.
In tutto procede con una certa difficoltà a causa della mancanza di interiori certezze che gli dovrebbero dare maggiore slancio e agilità intellettiva. In parole povere, le verità, le idee e le nuove situazioni non lo vitalizzano, non lo rinnovano, non lo lievitano, non gli danno il bisogno di cercare nuove conquiste. È senz'altro questa la causa che raffrena in lui la disponibilità alla apertura di mente per nuove percezioni; in proposito, anzi, può venire a trovarsi in atteggiamento di contraddizione. Non conosce le gioie intellettive e psichiche che danno la sensazione di vivere e tutto in lui sa di appesantimento.
Nella comunicativa esprime il suo stato interiore, manca di scioltezza, di spontaneità nel manifestare i suoi pensieri e sentimenti, manca soprattutto di calore umano.
Carattere fondamentalmente buono, ma si tratta di una bontà incapace di attuarsi ed esprimersi nel rapporto con gli altri. L'autore della grafia ha una carica di sentimento non indifferente e quindi sente la necessità di riversarsi negli altri, ma non sa come realizzare questa comunione; ci prova, ma non osa presentarsi perché avverte i propri limiti e allora si introverte, diventa diffidente perché teme che gli altri lo possano menomare ancora di più.
Si stabilisce in lui uno stato di contraddizione interiore che lo fa soffrire, gli crea la tendenza a riversare sugli altri la responsabilità del conflitto che lo affligge; ciò lo fa diventare scontroso e diffidente, in quanto non riesce a capire che la causa di tutto è soltanto lui.
È logico che, non trovando una possibilità di attuazione e di saturazione nel mondo della realtà, debba cercare di crearsene uno interiore fantastico con risultati ancor più negativi. Da ciò il senso di repulsione che appare dall'esame della grafia del ragazzo; il suo mondo interiore di rifugio sa di scontentezza e di aspirazioni irreali.
Sul piano operativo e morale possiede una certa linearità che poggia sulla sua bontà di fondo; manca però di spirito di adattamento e rivela una certa tendenza a complessi che gli permettono poco la collaborazione con gli altri. Non sentendo gli altri, difficilmente riesce a concepire un ideale di dono di sé e in ultima analisi tende ad essere un compresso. Siccome non è cattivo, bisognerebbe fare del tutto per aiutarlo a ragionare un po' di più e ritrovare maggiori sicurezze; nello stesso tempo è opportuno sensibilizzarlo molto ed educarlo a sentire le esigenze degli altri. Tutto questo può favorire in lui il contatto con la realtà e le situazioni in cui viene a trovarsi.

Grafia maschile anni 15.
Intelligenza di buone capacità e al di sopra della media. L'autore della grafia è assai disponibile all'apprendimento in quanto è molto aperto di mente e mai portato alla prevenzione. Non necessità di sforzo sull'attenzione perché la disponibilità e l'intuito gliela rendono spontanea.
Afferra subito l'essenza dei concetti e delle situazioni che vengono presentati alla sua considerazione. Associa le idee con immediatezza e, sempre condotto dall'intuito, non sta tanto a discutere sulla validità delle premesse che lo portano alle conclusioni. Comunque la benevolenza, a volte eccessiva, nel giudicare le premesse fondate sulle idee altrui può portarlo a conclusioni non del tutto valide, con il pericolo di essere obbligato a riflettere dopo. Non è che manchi di critica, solo che del ragionamento e della critica non ne fa una esigenza interiore e un sistema.
Ha spiccata vivacità in tutta la sua attività intellettiva, particolarmente nell'immaginazione, nell'associazione delle idee e nel trarre le conclusioni. È proprio all'opposto di ogni schematismo perché sa rinnovarsi e arricchirsi attraverso ogni nuova esperienza, dando ampio respiro e a coloro che dovessero collaborare con lui.
Della spigliatezza e continuità di pensiero benefici a anche la sua comunicativa; egli fa conoscere il proprio pensiero con la stessa immediatezza con cui afferra quello degli altri. Non sta a perdere tempo nel rifinire la forma e lo stile del suo modo di esprimersi ma, come in tutto il resto, si affida all'intuito e alla spontaneità.
Carattere fondato su un temperamento aperto, generoso e vivace. L'autore della grafia è molto spontaneo nel suo comportamento, immediato nelle relazioni con gli altri. Non fa tanti calcoli prima di entrare negli ambienti e nelle situazioni, perché di indole socievole; nelle amicizie suscita subito simpatia e nella conversazione si fa notare proprio per la sua cordialità. Non affronta mai le situazioni in maniera prevenuta e qui può addirittura peccare di benevolenza eccessiva.
Nonostante le sue qualità positive, nel comportamento potrebbe risentire della vivacità temperamentale e agire di impulso. In linea di massima, manifesta tendenza all'ottimismo e anche alla intraprendenza un po' avventata; è facile che si esalti davanti alle sollecitazioni e l'impulsività gli potrebbe riservare delle sorprese. Altro suo rischio potrebbe essere quello di trascurare qualche particolare di una certa importanza, essere un po' approssimativo nell'ordine e nella proprietà.
Si tratta comunque di un ragazzo dalla personalità ricca e duttile all'azione formativa. C'è molto da insistere nel fargli sentire la necessità di un coordinamento e un uso migliore delle sue non poche energie; bisogna pure educarlo all'ordine e al metodo e anche con una certa fermezza, perché tanto in lui non sussiste il pericolo di diventare un metodico. Si può fare buona leva su di lui per animare l'ambiente, puntando sulla sua disponibilità al dialogo e sulla sua naturale generosità.



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