Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti

Piazza San Francesco 7 - 61029 Urbino - tel. 0722.2639

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Familiare

Familiare

E-mail

Grafologia della consulenza familiare

Evidenziano le dinamiche profonde e il modo di relazionarsi agli altri, la grafologia riesce ad andare oltre il comportamento e fare luce sulle motivazioni e sulle caratteristiche profonde della personalità nel momento in cui entra in interazione con un'altra personalità. Non si tratta di preveggenza, ma di ragionevole previsione (la previsione è una caratteristica della scienza) sulle possibilità di integrazione o non integrazione di due personalità. Non solo è possibile evidenziare e portare alla luce le complesse forze in gioco dei partner, ma anche seguirne l'evoluzione magari in momenti di crisi, anche in riferimento ad altri componenti della famiglia e in primis nei riguardi dei figli.

Esempio di analisi grafologica di personalità su grafie di:

Maria (madre) Mario (padre) ed Enzo (figlio)

Profilo grafologico di personalità di Maria

Maria è una donna attiva, concreta e fattiva, abituata ad affrontare gli impegni, le incombenze quotidiane e le situazioni della vita con responsabilità, realismo e forza di volontà, trovando nel confronto con l’ambiente e nei rapporti interpersonali - che sa gestire in maniera cordiale, affabile ed amichevole - rispondenza, supporto, rinforzo e gratificazioni.

Orgogliosa e dignitosa, tiene a proporre di sé un’immagine piacevole, positiva, sicura, gioviale e disponibile, che talvolta è autentica e talvolta – almeno attualmente – un po’ forzata ed ostentata, quasi a nascondere cali di umore e sentimenti di insicurezza, di timore, di scontento, di scoraggiamento e di risentimento e quasi a tenere a bada un certo vuoto interiore che talvolta la prende alla sprovvista.

Più estroversa e socievole che introspettiva, Maria - probabilmente anche a causa della sua malattia – sembra volersi allontanare il più possibile dalla sofferenza e dalla fatica di vivere cercando, più fuori che dentro di sé, la soluzione ai suoi malesseri esistenziali, alle sue problematiche ed alle sue questioni irrisolte.

Ha desiderio di positività, di vivere una dimensione di vita più appagante, leggera, facile e gratificante e cerca all’esterno sollievo, conferme, risposte e possibili soluzioni alle sue difficoltà, evitando tuttavia un vero e profondo lavoro introspettivo, nel timore di guastare certi equilibri o pseudo-equilibri raggiunti e di fare veramente i conti con i suoi più profondi sentimenti, con i suoi limiti, con le sue paure e con le sue contraddizioni.

In questo modo, rischia però di lasciarsi suggestionare e di confondere il suo pensiero ed il suo sentire con il pensiero ed il sentire degli altri, di perdere le sue sfumature, di dare tante cose per scontate e, soprattutto, di non trovare le vere ed autentiche risposte che risiedono nel suo io più profondo.

Al momento attuale (non avendo altre grafie disponibili di comparazione, non posso descrivere la sua personalità in altri momenti della sua vita), la grafia della sig.ra Maria rivela oscillazioni dell’umore e del senso di sé: scoraggiamento e ripresa, tensione e distensione, disponibilità e difesa, apertura e riserva, senso della misura ed amplificazione delle cose, delle situazioni e delle sue problematiche.

 Dotata di energia, di concretezza e di buon senso, Maria si muove nella sua quotidianità con serietà, presenza e dedizione, occupandosi di chi le sta intorno in maniera sollecita, sicura e determinata.

Questo suo modo di fare, senz’altro funzionale nell’ambito del suo lavoro, non lo è altrettanto in famiglia, dove – come verrà descritto meglio in seguito – la sua presenza a volte un po’ troppo invasiva, può essere limitante per gli altri e di intralcio alla libertà espressiva e di iniziativa dei suoi familiari ed in particolare di suo figlio Enzo.

L’essere così presente, infatti, disponibile e protettiva, spinta da sentimenti di amore e dal desiderio di facilitare la vita agli altri, ma anche da un sotteso bisogno un po’ egocentrico di rendersi indispensabile ed insostituibile, lascia a volte ben poco spazio a ciò che va contro i suoi principi, le sue convinzioni, le sue abitudini ed i suoi dettami.

Maria ama infatti condurre i giochi, organizzare e pianificare le cose, occuparsi della gestione familiare, prendendosene la responsabilità, cercando di arrivare ovunque ma talvolta anche imponendo, più o meno tacitamente, ciò che lei vuole e ritiene giusto, qualche volta perdendo di vista i suoi veri, profondi reali bisogni e quelli delle persone che le stanno accanto.

 

Profilo grafologico di personalità di Mario

Mario si rivela, all’analisi grafologica dell’unico scritto a disposizione – peraltro piuttosto insufficiente per procedere ad una descrizione della personalità completa e dettagliata - una persona dall’indole recettiva e reattiva, ansiosa, emotiva, nervosa ed impaziente, facilmente irritabile, generalmente immediata nelle sue reazioni e spesso impulsiva.

Inquieto per natura, vive dentro di sé uno stato pressoché costante di insoddisfazione e di irrequietezza, di preoccupazione e di timore, dal momento che non si sente sereno di fronte alle situazioni da affrontare e spesso neanche adeguatamente all’altezza delle stesse.

Pur coltivando intimamente ambizioni ed aspirazioni, non sempre riesce a raggiungere ed a realizzare ciò che vorrebbe; vive quindi frustrazioni, rancori e gelosie, spesso critica e colpevolizza gli altri per non criticare e colpevolizzare se stesso ed in casa, più che altrove, palesa il suo malcontento attraverso atteggiamenti un po’ bruschi e un po’ lunatici e disorienta con i suoi cambiamenti di umore chi gli sta vicino.

La mancanza di calma, l’irrequietezza, il tormento interiore che spesso vive, vengono espressi anche attraverso un linguaggio non verbale significativo, fatto di sguardi, di scatti, di espressioni generalmente tese e raramente rilassate.

Più introverso, teso e vigile che realmente disponibile e socievole, ha infatti difficoltà a rapportarsi in maniera spontanea e distesa e ad esprimere con chiarezza, amabilità, serenità e dolcezza ciò che prova e, pur desiderandolo, fa fatica ad instaurare con gli altri un reale, profondo e duraturo rapporto di sintonia e di intesa.

Mario ha bisogno di trovare una sua via di realizzazione, un suo spazio di espressione, talvolta una via di fuga da una realtà quotidiana per lui piuttosto restrittiva e limitante; egli cerca serenità, equilibrio, pace, stima, rispetto, considerazione, comprensione profonda e condivisione.

Non accoglie tuttavia volentieri suggerimenti o consigli, né tanto meno imposizioni, tende a sfuggire le situazioni difficili o ad affrontarle con rabbia e veemenza, è impetuoso e può ferire profondamente, ma non è affatto uno sciocco né una persona insensibile ed il suo non essere come vorrebbe o come sarebbe giusto gli provoca sofferenza, sensi di colpa ed ulteriore nervosismo.

Quando è in pace, infatti, e sta bene con se stesso, sa essere affettuoso, entusiasta, immediato, propositivo e stimolante e sa creare momenti di complicità profonda con chi sente sulla sua lunghezza d’onda.

 Qualche considerazione sulla compatibilità di coppia

Alla luce delle considerazioni finora fatte sulle personalità di Mario e Maria, è facile comprendere come il loro rapporto di coppia si basi prevalentemente sulle reciproche differenze, piuttosto che sulle affinità e gli aspetti comuni.

Tali differenze, importanti e significative, possono creare attriti, incomprensioni, spaccature all’interno del rapporto, lontananze e reciproche solitudini, se non se ne prende profonda consapevolezza e non ci si attiva per attenuarle e per coltivare un terreno di intesa e di sintonia.

Mario dunque, inquieto, tormentato, nervoso, sensibile e suscettibile, contraddittorio ed insicuro, trova in Maria, quando tutto va bene, un importante riferimento di stabilità,  concretezza, sicurezza, determinazione, chiarezza di idee e di azione mentre Maria, che ha il piacere di darsi da fare per gli altri e spesso di esserne la “soccorritrice”, ama semplificargli la vita , minimizzare i tormenti e gli scontenti di lui, rassicurarlo come può, offrendogli positività, soluzioni possibili ed una pratico sostegno.

Tuttavia, nel tempo, questi “ruoli” sembrano essersi potenziati e si sono intensificati certi atteggiamenti disfunzionali, cosicché lei ha assunto il ruolo di colei che tiene in mano la situazione familiare, prendendo piede e talvolta imponendo ed ostentando se stessa e lui, che non riesce a salvaguardare serenamente ed adeguatamente la sua persona, i suoi spazi e le sue idee e ad esprimersi come vorrebbe, si ritira in sé, manifestando il suo scontento attraverso il contrasto, la contraddizione, la squalifica, il sarcasmo e la critica.

Entrambi, così facendo, hanno maturato reciproche insoddisfazioni, incomprensioni e divergenze, soprattutto riguardo all’educazione del figlio Enzo che vive sulla sua pelle le pesanti conseguenze di una gestione familiare disfunzionale dal punto di vista affettivo e relazionale.

Profilo di personalità di Enzo

Enzo è un ragazzo molto sensibile, dolce, emotivo, ansioso, introverso, timido e riservato, schivo, dalla vivacità e dalla vitalità delicate e contenute, insicuro, vulnerabile e fragile, poco autonomo, timoroso di esporsi, di manifestarsi, di esprimersi e di relazionarsi con spontaneità ed immediatezza.

Non propriamente energico né volitivo, quanto piuttosto recettivo e cautamente disponibile, egli preferisce adattarsi alle situazioni in cui si trova cercando di rimanere presenza silenziosa, di non creare occasioni di disturbo o di conflitto e si adegua, con uno stato d’animo tra la rinuncia, la rassegnazione e la pigrizia, alle iniziative di chi sente più sicuro, più energico, più determinato e più disinvolto di lui.

Al momento vive interiormente uno stato di timore e di forte preoccupazione, un senso di inadeguatezza e di incapacità di fronte agli altri, una sorta di apatia che non gli permette di vivere con la giusta leggerezza e positività la sua vita di adolescente.

Il bimbo risente delle difficoltà della coppia, teme i contrasti tra i genitori e cresce accanto a due persone che non sente costantemente e profondamente di sostegno e di appoggio; Maria, se da un lato lo stimola e lo sollecita ad aprirsi, a sentirsi più sicuro e disinvolto, dall’altro non sempre riesce a comprendere profondamente le sfumature dell’animo del figlio, i suoi profondi bisogni, i suoi timori e le sue difficoltà e può minimizzare le sue problematiche e forzarlo troppo, andando contro la sua più intima natura.

Inoltre, la sua presenza importante, protettiva ed un po’ accentratrice, può realmente limitarlo nel pensiero e nell’azione e non favorirlo nella conquista dell’autonomia e di quelle sicurezze di base che sono indispensabili per crescere con una adeguata fiducia in se stessi e nelle proprie effettive capacità.

La figura del padre, d’altro canto, non sembra offrire ad Enzo un sostegno coerente, stabile, paziente, propositivo e confortante, ma piuttosto critico, svalutativo ed un po’ variabile: ora assente ora esigente, ora disponibile, ora rigido, ora scherzoso, ora un po’ aggressivo.

La madre trattiene dunque troppo a sé il ragazzo, sostituendosi a lui anche quando non occorre ed il padre non offre un modello maschile che infonda sufficientemente sicurezza, comprensione ed appoggio incondizionato.

 Enzo, dunque, non sa come barcamenarsi e si tira indietro, cercando di compiacere entrambi fin dove può, di fare quello che deve senza gran entusiasmo né coinvolgimento e tentando di trovare svago e sollievo nell’evasione mentale, nel sogno ad occhi aperti, o attraverso l’immedesimazione con personaggi – magari televisivi o da video-gioco - che, all’opposto di lui, sono forti, sicuri e vincenti.

Avverte, momento, una forte stanchezza psico-fisica, un’ansia ed una insicurezza che talvolta lo immobilizzano, un affievolimento della volontà ed una sensazione di non partecipare attivamente alla sua vita ma, al contrario, di doversi difendere dalle fatiche che la stessa vita comporta.

Se mi è consentito un parere, sarebbe indispensabile per il bimbo un sostegno medico-psicologico per “irrobustire” il suo stato psico-fisico un po’ debilitato e, oltre a ciò, sarebbe altrettanto indispensabile creare intorno a lui un clima il più possibile sereno, rincuorante ma non iperprotettivo, gratificante ma non totalmente permissivo e stimolante senza essere troppo esigente né troppo critico.

Il rapporto familiare dovrebbe dunque trovare nuovi equilibri: Maria dovrebbe indietreggiare di qualche passo e lasciare che il figlio cominci ad affacciarsi al mondo senza il suo intervento e senza la sua costante protezione ed Mario dovrebbe tenerselo più accanto, spalleggiandolo, rassicurandolo, gratificandolo, parlandogli con calma e dolcezza e facendogli sentire la complicità tra padre e figlio, tanto preziosa per un maschio adolescente.

Enzo dovrebbe gradualmente acquistare più fiducia in se stesso e nelle sue capacità ed iniziare a fare delle scelte autonome (a partire da quella della scuola superiore), anche se non condivise pienamente dai genitori.

Soltanto sperimentandosi infatti egli potrà toccare con mano le sue competenze, le sue risorse ed i suoi limiti e potrà, di conseguenza, rafforzare e potenziare il senso di sé e del suo valore; sarebbe importante cercare di non contrastarlo, di non criticarlo con asprezza, di non sminuirlo né, tanto meno, ridicolizzarlo, dato che è un ragazzo molto sensibile, facilmente suscettibile e portato a chiudersi piuttosto che a reagire.

©riproduzione vietata

 

Master Universitario

Newsletter



Skype Me™! Segui @GrafologiaUrbin
Istituto Grafologico Moretti Urbino on Facebook