CARLO MERLETTI
EDITORIALE 157
Nel ricevere l'incarico di dirigere la nostra rivista, ho provato in successione sensazioni come la sorpresa, la paura, la perplessità, per poi arrivare rapidamente a un sentimento di gratitudine, di determinazione e di entusiasmo. Nel passaggio dal timore alla fiducia è stata determinante la disponibilità di Pacifico Cristofanelli a farmi da guida. Per ben venti anni lui ha portato sulle spalle questa responsabilità, preferendo sempre il fare al parlare, la discrezione e il rigore alla visibilità e alla spettacolarità. Il mio grazie è doppio: il primo a nome di tutti noi lettori di Scrittura, che per tanti anni ci siamo trovati in mano un prezioso e qualificato strumento di studio, di verifica e di stimolo; un secondo grazie, personale, per la sua disponibilità a fare da Virgilio a un Dante volenteroso, ma ancora impacciato. Gli altri due autorevolissimi direttori precedenti (Lamberto Torbidoni e Fermino Giacometti) saranno anche loro, ciascuno a suo modo, miei preziosi referenti.
Non voglio poi dimenticare il ruolo fondamentale dell'Istituto Moretti nel lungo cammino che la grafologia italiana ha compiuto dopo la scomparsa del Maestro. È un patrimonio che ha arricchito tutti noi, ha dato vita alle principali iniziative per la nostra formazione teorica e professionale, ha dato voce a tutto il movimento attraverso Scrittura. So che l'Istituto, in quest'ultimissimo periodo, è animato da un grande fervore di idee, di progetti, di iniziative e che, cosa non meno importante, registra la disponibilità di parecchie persone a mettersi generosamente a disposizione. Di questo beneficerà sicuramente anche la rivista.
Ho chiamato subito Scrittura la "nostra rivista" perché, o è di tutti noi, o non è ciò che deve essere. Scrittura è dei grafologi, a cominciare da quelli morettiani, ma è aperta alle altre voci. Prima di tutto è di chi la legge. Ma appartiene anche a chi ha qualcosa di valido da dire e da proporre, sempre nello spirito della ricerca, dello stimolo, del confronto. Scrittura è e deve essere un luogo di comunicazione e di discussione, un'agorà, in cui l'ascolto deve precedere il parlare, lo studio deve precedere la proposta, il contributo deve farsi opportunità per chi ama la grafologia e la sua crescita.
Lo spirito che mi muove nell'intraprendere questo cammino è di mettermi al servizio e di offrire, come fa un amico, uno spazio che sia confortevole, accogliente e stimolante.
Si può considerare Scrittura come un luogo d'élite, che raccolga esclusivamente studi, ricerche, lavori di sperimentazione, sviluppo di ipotesi, il tutto con una chiara connotazione di carattere scientifico. Al contrario, le si può conferire un'impronta più aperta, leggera, polifonica, con un intento prevalentemente divulgativo, a beneficio di una platea più vasta e variegata.
Poi c'è una terza possibilità. Senza dover rinunciare al rigore della ricerca o alla serietà dello studio, si può continuare a costruire una rivista che si muova su diversi piani. Un piano più impegnativo, che offra contributi di qualità, che sia un contenitore di idee, un'opportunità di studio e di formazione. Un altro piano, più "Ieggero", a beneficio di tutti, anche di chi cerca nella rivista informazioni, curiosità, notizie di cronaca grafologica, segnalazioni, recensioni.
lo credo che questa sintesi permetta di fornire spunti innovativi e approfondimenti di qualità, senza i quali Scrittura tradirebbe se stessa. Peròritengo che la rivista, nei suoi primi 40 anni, abbia conquistato una posizione di dignità e, pur nella sua accentuata specificità, potrebbe affacciarsi con meno timori nel panorama culturale italiano. Una delle sue funzioni può essere quella di far conoscere la grafologia in maniera corretta e credibile, anche al di fuori del ristrettissimo ambito nel quale è nata e si èmantenuta finora. Forse è arrivato il momento, per la rivista, di diventare materialmente accessibile anche ad altri soggetti ed essere distribuita attraverso canali diversi da quello del semplice abbonamento, in modo che possa essere presa in mano e sfogliata anche da esperti di altre discipline e da lettori comuni, ed abbia così qualche possibilità in più per reggersi (economicamente) con le sue gambe.
La grafologia sperimenta alti e bassi nel faticoso sforzo di affermare se stessa. Qualche episodio negativo fa certamente male a chi cerca coscienziosamente di costruire la propria credibilità e professionalità, studiando e lavorando giorno dopo giorno. Scrittura si fa interprete, tra l'altro, dell'esigenza di sfatare pregiudizi e luoghi comuni e, talora, anche di togliere fango dalla grafologia, cercando di far emergere la qualità delle basi della disciplina e la serietà della ricerca che alcuni di noi portano avanti con fatica e dedizione.
Ci attende l'ennesima sfida, l'ultima delle tante che ci hanno lanciato i detrattori della grafologia. lo credo che la prima riposta che dobbiamo dare sia di tipo mediatico, cogliendo ogni occasione per spiegare la verità e rettificare le false notizie. Ma la risposta vera deve venire dalla forza delle dee e del lavoro, quindi anche dalla "consistenza" degli studi raccolti in ogni numero della rivista. Scrittura c'è anche per questo. Ma più allarghiamo la platea dei possibili fruitori, più la componente rigorosa e scientifica della rivista potrà conquistare estimatori anche al di fuori del nostro ambito più ristretto.
Ci sono tematiche molto complesse su cui occorre confrontarsi, come la miniera mai abbastanza esplorata del genio del Moretti, lo sforzo organizzativo e di approfondimento di morettiani prestigiosi come lamberto Torbidoni e Nazzareno Palaferri, i filoni di ricerca e di applicazione che la scuola morettiana ha al suo interno, il dialogo con tutte le discipline e le metodologie di studio che si interessano dell'uomo, il contributo per la crescita che può provenire dall'interazione con le altre principali scuole di grafologia.
Non tutti i nodi potranno essere sciolti rapidamente e non tutti i limiti potranno essere superati. Ma proviamo a mettere in gioco tutte le nostre energie. Anche dal punto di vista tecnico, per la realizzazione della rivista sono disponibili risorse preziose, come la silenziosa ma valentissima opera di Olivia Fagnani per la parte redazionale, l'estro e la competenza di Giampiero Valletta per il rinnovato progetto grafico.
Proveremo a fare del nostro meglio perché la rivista continui ad avere tutto il suo prestigio e perché si arricchisca sempre più di tematiche, di discussioni, di ricerche e ... di lettori.
Editoriale pubblicato sul n. 157 (gennaio-aprile 2011) di Scrittura. Rivista di problemi grafologici



Editoriale 157


